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Regione, il 22 febbraio si inaugura la sala Pertini. Soddisfazione Anpi. Battibecco Linea Condivisa-Lista Toti

Intanto Gianni Plinio, una vita a destra, dall’Msi a Casa Pound, invita i consiglieri a disertare la cerimonia

«Le parole di Sandro Pertini vanno ascoltate soprattutto oggi – recita una nota di Anpi Genova -. Apprendiamo con soddisfazione che sarà intitolata la sala del consiglio regionale a Sandro Pertini, il “Presidente Partigiano” figura storica dell’antifascismo e difensore della democrazia e dei valori della Resitenza e della Costituzione. La sua vita è stata una sintesi di tutto questo; dalla galera subita alla guerra di liberazione, le manifestazioni del giugno 1960 sino al suo impegno contro lo stragismo nero e contro il terrorismo. Una proposta nata in val Polcevera da Piero Randazzo e ripresa con forza da noi dell’Anpi, in seguito accolta e sostenuta da forze politiche presenti in consiglio regionale e approvata, poi da tutti. Oggi questa intitolazione assume ancora più valore per i ripetuti tentativi di riscrivere la storia, di mortificarla, stravolgerla o negarla, se addirittura c’è chi siede tra quei banchi e ha affermato di avere come mentore un noto fucilatore di partigiani e “difensore della razza”. Fare ascoltare il discorso di Pertini del 28 giugno 1960 forse servirebbe come ripasso a ricordare cosa c’era in gioco allora e oggi e aiuterebbe anche oggi a capire».

«Finalmente il consiglio regionale smette di essere ambiguo verso i valori antifascisti» commenta Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa. «Nel corso della scorsa legislatura, per la precisione il 29 luglio 2020, era stato votato un ordine del giorno per intitolare la sala consiliare del consiglio regionale al Presidente della Repubblica Sandro Pertini – prosegue -. Una figura di enorme prestigio della Resistenza e dell’antifascismo italiano. Finalmente martedì 22 febbraio all’inizio della seduta consiliare ci sarà l’inaugurazione della sala a Sandro Pertini». L’idea, nata dall’ex presidente del Municipio della Valpolcevera Piero Randazzo e ripresa poi dal presidente provinciale dell’ANPI Massimo Bisca, è stata ripresa poi dal gruppo consiliare Linea Condivisa e sollecitata più volte in aula dal consigliere Gianni Pastorino. Ci sono voluti però un OdG approvato all’unanimità in consiglio regionale, quasi due anni di tempo e quantomeno 3 solleciti dello scrivente per arrivare alla realizzazione dell’iniziativa – conclude Pastorino – Questa intitolazione ha uno straordinario valore politico e simbolico, che ricorda nel modo migliore un uomo dotato di straordinarie capacità umane e politiche e una figura epica dell’antifascismo italiano».

«Dispiace davvero, e per diverse motivazioni, essere costretti a leggere le parole farneticanti del consigliere regionale di minoranza Gianni Pastorino che, con l’avvicinarsi dell’intitolazione dell’aula consiliare regionale a Sandro Pertini, ha sostenuto: “Finalmente il consiglio regionale smette di essere ambiguo verso i valori antifascisti” – ribatte il gruppo consiliare in Regione della Lista Toti Liguria -. Al consigliere di Linea Condivisa ci preme di ricordare che nel 2016, durante il primo mandato di questa amministrazione regionale, abbiamo mantenuto uno dei primi impegni presi con tutti i liguri, cioè quello di terminare i lavori di restauro della casa-museo di Pertini, a Stella, in provincia di Savona, il paese che ha dato i natali al ‘Presidente più amato dagli italiani’. – concludono i consiglieri regionali arancioni – Tenuto conto che in quell’occasione il presidente della Regione, Giovanni Toti, disse: ‘Restaurare questa casa vuol dire anche restaurare la memoria di un Presidente di svolta come Pertini’ e che l’intitolazione dell’aula consiliare alla sua figura avviene dopo un voto all’unanimità di tutto il Consiglio regionale, ci risulta naturale chiederci di cosa stia parlando e a che cosa faccia riferimento il consigliere di Linea Condivisa che, come sovente gli accade, si trova lontano dalla verità dei fatti e spesso alla ricerca di una polemica facile, pretestuosa e senza costrutto».

A gettare benzina sul fuoco è Gianni Plinio, ex presidente del Consiglio Regionale che ha invitato i consiglieri regionali di centrodestra a disertare la cerimonia ufficiale di titolazione: «È una vergogna! – afferma Plinio -. Sandro Pertini resta una figura assai divisiva. Nel 1953 celebrò in Parlamento Stalin in occasione della morte del sanguinario dittatore sovietico. Da Presidente della Repubblica concesse grazia e pensione ad un partigiano comunista condannato all’ergastolo per la strage di Porzus in cui furono trucidati 17 partigiani bianchi. Nel 1980 partecipò commosso ai funerali del maresciallo Tito, primo responsabile delle foibe, giungendo al punto di baciarne la bara. A tutti è noto come Pertini sia stato uno spietato comandante partigiano e d lui sii dice che fosse stato il mandante della esecuzione a Milano nel 1945 di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida in stato interessante: Invito ,pertanto almeno i consiglieri di centrodestra a ripensarci e, in sintonia con la stragrande maggioranza dei loro elettori, a dissociarsi dall’ANPI disertando la cerimonia di intitolazione».

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